Richiami del Brasile

Tributo al paradiso del Palácio Tangará
Senso di appartenenza

Dentro e fuori, il Palácio Tangará São Paulo è brasiliano in tutto e per tutto. I prati verdeggianti e il paesaggio tropicale dell’hotel, nel cuore del Burle Marx Park, il più grande spazio verde della città, ricordano agli ospiti che sono circondati dalla natura lussureggiante di una foresta pluviale atlantica di 11 ettari. Non lasciatevi ingannare dalla calma: siete ancora nel bel mezzo della metropoli, a pochi passi dalle principali attrazioni e dai migliori quartieri dello shopping e della vita notturna.

C’è anche una celebre storia sulla terra su cui sorge l’hotel: la tenuta era originariamente di proprietà del magnate italo-brasiliano Francisco Matarazzo Pignatari, noto come “baby”, nipote del conte Francesco Matarazzo, un industriale di San Paolo nato in Italia, appartenente a una delle famiglie più influenti della città.

Godetevi una degustazione di vini nella ben rifornita cantina dell’hotel.
Nel ristorante Tangará gli specchi alati sono un riferimento all’uccello canterino sudamericano da cui l’hotel prende il nome.
Il Palácio Tangará, nella sua devozione alle ricche risorse naturali del Brasile, rappresenta tutta la magia di San Paolo.
I prati verdeggianti e il paesaggio tropicale del Palácio Tangará ricordano agli ospiti che sono circondati da una foresta pluviale di 11 ettari.
Risorse brillanti

L’architetta brasiliana Patricia Anastassiadis, intenzionata a mettere in mostra la bellezza naturale del suo Paese, ha pervaso il design degli interni dell’hotel con riferimenti all’Amazzonia, e allo stesso modo ha dato risalto al fascino cosmopolita di San Paolo. Si è impegnata scrupolosamente a garantire che il sapore del Brasile attraversasse l’hotel, in tutto, dalle deliziose foto in bianco e nero dei monumenti e delle opere d’arte brasiliane, alle pietre in granito e legno naturale. “Non posso creare un progetto senza raccontare una storia”, afferma la designer.

La storia inizia nella hall dove un’installazione di una foglia d’oro, Papeis Avulses, di Laura Vinci, fa riferimento alla corsa all’oro del Brasile, iniziata negli anni ‘90 del Seicento. All’estrema destra ci sono due arazzi in lana tessuta a mano di Fernando Arias, che rappresentano mappe fluviali, “solo che sono state finemente eseguite in cashmere”, afferma la Anastassiadis. Il grande pavimento circolare appena prima dell’area reception, con la sua posa a spina di pesce, ricorda i raggi del sole.

Nel ristorante Tangará gli specchi alati sono un riferimento all’uccello canterino sudamericano, il tangará, da cui l’hotel prende il nome. E, indipendentemente da dove vi sediate, gli specchi assicurano che tutti i tavoli offrano una vista del Burle Marx Park, anche se solo di riflesso. Un altro richiamo ai grandi spazi aperti si trova nella cantina dei vini, dove lo straordinario tavolo al centro è costituito da un unico pezzo di legno ricavato da un albero caduto nella foresta pluviale e firmato dal designer brasiliano Pedro Petry.

Per ulteriori informazioni sul Palácio Tangará São Paulo o per richiedere un tour, contattate il concierge al momento della prenotazione.

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